Ci sono storie che iniziano con un'idea. La mia inizia con una quercia.
Per tutta la mia infanzia e adolescenza quella quercia è stata il mio porto sicuro. Ci tornavo spesso, anche da grande, ogni tanto, come si torna nei posti che ci hanno tenuto al sicuro. Ai piedi del tronco, mio nonno aveva costruito un sedile con delle pietre. Si sedeva lì, con la schiena appoggiata al grande tronco, e stava in silenzio. Quel silenzio era una delle cose più belle che ricordo di lui.
La promessa di mio nonno
Quando ero piccolina, un giorno mi disse una cosa che non ho mai dimenticato. Aveva piantato vicino alla grande quercia una quercia piccola. "L'ho piantata io," mi disse, "perché quando quella grande si seccherà, la piccola sarà abbastanza grande da fare ombra quanto lei. Ma io sono anziano e non la vedrò crescere abbastanza. Tu sì. Tu te la ricorderai."
Aveva ragione. Io me la sono ricordata.
Un giorno, tornando a casa, la grande quercia non c'era più. L'avevano abbattuta. E quel posto vuoto dove per tutta la mia vita c'era stato qualcosa di grande e solido mi ha spezzato qualcosa dentro. Ho pianto. Ho ritrovato un pezzo di mio nonno in quel vuoto.
Ma la quercia piccola, quella che aveva piantato lui, è ancora lì. Ed è grande anche lei, adesso.
Le radici continuano. Cambiano forma, cambiano posto, ma continuano.
Il percorso verso Heka
L'amore per la cura della pelle e del corpo è sempre stato parte di me. Ho una pelle molto sensibile, e per anni ho cercato di capire il perché, non solo in superficie, ma in profondità.
Studiando naturopatia mi sono avvicinata alla medicina cinese, che attraverso i segni del corpo fa una lettura della persona intera. Ho scoperto i canali energetici, il legame tra organi ed emozioni, tra interno ed esterno. Ho approfondito gli scritti del dottor Kramer, che ha esplorato il rapporto tra la pelle e il mondo energetico sottile.
Tutto questo mi ha portata a una convinzione: la pelle non è solo uno strato da trattare. È un organo che parla, che sente, che riflette ciò che viviamo dentro.
La nascita di Heka
A fine del mio percorso di naturopatia ho creato i primi prodotti Heka. Non come un progetto commerciale, ma come una risposta a una domanda che mi portavo dentro da anni: è possibile prendersi cura della pelle e dell'anima allo stesso tempo?
La risposta è sì. Ed è quello che Heka cerca di fare ogni giorno, attraverso i Rimedi Floreali di Bach e la cura profonda per ogni ingrediente.
Il nome Heka viene dall'antico Egitto: era il dio della magia e della medicina, colui che curava attraverso le parole e le energie. Un nome che sento mio, perché credo che la vera cura sia sempre un atto di connessione tra corpo e anima, tra passato e presente, tra noi e la natura.
I colori di Heka
Anche i colori che abbiamo scelto per Heka raccontano questa storia. Il rosa cipria, delicato e caldo come una carezza. Il verde bosco, profondo e radicato come il sottobosco dopo la pioggia. Il verde smeraldo, vitale e luminoso come la natura in primavera. Il marrone, solido e antico come la corteccia di una quercia.
Non sono solo colori. Sono la natura che entra in ogni prodotto, in ogni gesto di cura.
Le radici che continuano
La grande quercia non c'è più. Ma c'è quella che ha piantato mio nonno, ora grande e forte. E c'è Heka, nata da radici profonde, da anni di ascolto e di studio, dall'amore per la pelle e per il benessere autentico.
Ogni prodotto che creo porta con sé un pezzo di questa storia. E ogni volta che lo usi, spero che tu possa sentire quella stessa cosa che sentivo io sotto quella quercia: il senso di essere al posto giusto, nel momento giusto, con te stessa.
Grazie per essere qui.
Con amore,
Naturopata Lucia
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